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Diffusione della cultura linguistica

All'interno dell'Istituto lo studio delle lingue straniere occupa una posizione centrale nella didattica.

La lingua inglese viene studiata dalla scuola dell'infanzia fino al termine della secondaria; in questa ultima si inserisce una seconda lingua straniera che può essere francese o spagnolo.

Nella scuola dell'Infanzia, l'inglese è studiato sotto forma di gioco, in tutte le sezioni. Si utlizzano ad esempio le flashcards, che sono carte con l’immagine di un oggetto comune e il relativo nome in inglese. Si possono utilizzare per aiutare i bambini a imparare nuovi vocaboli, o per ripassare quelli già appresi. Oppure si ricorre a canzoni, brevi storie, piccole drammatizzazioni. Lo studio è essenzialmente orale.

Nella scuola primaria, l'inglese diventa materia di insegnamento curricolare. La materia è insegnata in genere dai docenti della scuola che hanno una specifica abilitazione.

Anche in questo caso la priorità dello studio va alla comprensione e produzione orale, anche se sono previsti sia la comprensione che la produzione scritta. Le attività didattiche si avvalgono di momenti di conversazione con studenti stagisti di Università americane, quali Syracuse e Fairfield, di attività di storytelling, di progetti sperimentali CLIL.

inglese

Nella scuola secondaria, lo studio della lingua inglese diventa più strutturato ed è previsto il raggiungimento del livello A2 al termine del percorso triennale. 

Nello studio sia della prima che della seconda lingua sono comprese varie iniziative, in particolare corsi pomeridiani di approfondimento con docenti madrelingua, conversazione con studenti delle Università americane. In particolare dal 2015-16, sono attivi i progetti CLIL.

 

La metodologia dello Storytelling

Le finalità del lavoro sono quelle di:

  • apprendere una lingua straniera attraverso forme comunicative e meccanismi simili a quelli per l’acquisizione della lingua d’origine
  • avvicinarsi all’acquisizione di una lingua straniera attraverso una didattica coinvolgente centrata sul gioco e sulla narrazione
  • stimolare nei bambini il desiderio di parlare una lingua diversa, creando un rapporto affettivo e relazionale positivo con gli alunni.

Lo storytelling si attua secondo due diverse strategie didattiche:

  1. Storytelling T.P.R  utilizza alcune strategie didattiche nel corso della narrazione come la presentazione delle "parole chiave" e delle azioni della storia utilizzando immagini, gesti e movimenti adeguati.
    Lo storytelling si svolge,quindi, con ampio utilizzo della gestualità da parte dell’insegnante e, successivamente, anche da parte degli alunni. Lo Storytelling T.P.R, che prevede anche l’impiego di giochi e canzoni, favorisce un’ ampia partecipazione degli alunni nelle varie fasi dell’attività narrativa.
  2. Storytelling strutturato come format narrativo si basa su una forma di utilizzazione delle storie che è quella del teatro mimico–gestuale. Il significato delle parole e delle frasi viene appreso attraverso l’uso dei gesti,delle espressioni facciali e della struttura stessa della storia. In tale metodologia si utilizzano storie che hanno per i bambini una forte carica emotiva e si trasformano in copioni teatrali.

La proposta del format permette il coinvolgimento ludico – affettivo – comunicativo dei bambini attraverso le strategie didattiche di individuazione di un momento specifico nella routine scolastica per l’esecuzione del format, di ricorso ad una routine di azioni condivise, di utilizzo dell’elemento “magico” e dell’acting-out e mini-musical.gnomo

 Come prodotto finale vengono realizzati posters, books, games, puppets ecc.  oltre all'attuazione di semplici drammatizzazioni in inglese.
CLIL"Content Language Integrated Learning” –

apprendimento integrato di lingua e contenuto

Si tratta di un approccio metodologico che prevede l’insegnamento di una disciplina non linguistica, in lingua straniera veicolare al fine di integrare l’apprendimento della lingua straniera e l’acquisizione di contenuti disciplinari, creando ambienti di apprendimento che favoriscono atteggiamenti plurilingue e sviluppino la consapevolezza multiculturale.

  • Un percorso CLIL permette l’apprendimento e l’insegnamento di materie non linguistiche in lingua straniera.
  • Propone un approccio innovativo all’insegnamento
  • Permette un’educazione interculturale del sapere
  • Favorisce un’attività didattica centrata sull’allievo
  • Stimola l’educazione plurilingue e la motivazione all’apprendimento di contenuti disciplinari in lingua straniera

clil

 

L’accento si sposta da insegnare la lingua straniera a insegnare attraverso la lingua straniera; il focus è sul contenuto, la lingua veicolare viene appresa incidentalmente: costituisce solo il mezzo attraverso cui i contenuti, prima ignoti,  sono veicolati, compresi, assimilati.

 

 I più importanti progetti di Diffusione della cultura linguistica

 
 

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