Gaetano Pilati

pilati

 

Gaetano Pilati nacque a Croara, frazione di S. Lazzaro di Savena (Bologna), il 29 agosto 1881.

Trasferitosi a Firenze nel 1906, fu assunto come manovale in un'impresa edile.

Nel 1910 fondò, insieme all'amico Mingozzi, l'"Impresa Gaetano Pilati", che nel 1914 fu trasformata in "Ditta Fratelli Pilati & A. Mingozzi". La sua abilità e l'intuizione delle possibilità rivoluzionarie del cemento armato precompresso lo condussero a brevettare un nuovo sistema costruttivo, detto appunto "solaio Pilati".

Iscrittosi alla sezione Edmondo De Amicis del Psi nel 1910, si dedicò all'organizzazione delle leghe operaie. Nel 1913 divenne presidente della Sms "Andrea del Sarto". Profondamente antimilitarista, fu chiamato alle armi all'inizio della prima guerra mondiale. Si distinse in molte occasioni, meritando la medaglia d'argento e la promozione sul campo.

Lo scoppio di una granata gli causò la perdita dell'avambraccio sinistro. Ricoverato all'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, progettò numerosi brevetti per arti artificiali e per protesi meccaniche.

Una volta congedato, si dedicò alla propaganda e all'organizzazione in Toscana della Lega proletaria mutilati, invalidi, reduci, orfani, vedove e genitori di caduti di guerra, di cui nel 1919 fu eletto segretario generale.

Nello stesso anno fu eletto anche deputato per la circoscrizione Firenze-Pistoia. Nel 1920 divenne consigliere comunale per la minoranza socialista a Firenze.

Come imprenditore edile, costruì gran parte dei nuovi rioni popolari fiorentini con l'impiego di soluzioni antisismiche e antincendio, che gli valsero premi e riconoscimenti internazionali.
Costituì e presiedette la Società emancipatrice inquilini, una delle prime ad introdurre il sistema delle case a riscatto.

Nel 1921 divenne segretario provinciale del Psi. Avvicinatosi al gruppo di intellettuali antifascisti riuniti intorno al periodico clandestino "Non mollare", si dedicò con entusiasmo alla diffusione del foglio antifascista. Nella notte fra il 3 ed il 4 ottobre 1925, fu aggredito nel suo letto e, gravemente ferito, morì il 7 ottobre, dopo una lunga agonia.

Nel maggio 1927 si svolse a Chieti il processo ai tre sicari fascisti. Nonostante i vari tentativi di impedirle di costituirsi parte civile e di testimoniare al processo, la vedova Amedea Landi (16 giugno 1885-11 febbraio 1972), si recò in aula e riconobbe gli assassini. Nonostante ciò, tutti i colpevoli furono assolti.

Alla memoria di Amedea Pilati, che poi dovette emigrare in Argentina col figlio Bruno (1909-viv.), è stata assegnata una medaglia d'oro al valore civile nel 1992.

Search

PON

PNSD

Comunicati

Visite al sito

Today718
Yesterday1521
This week2239
This month26749
Total1258795

Visitor IP : 18.209.104.7 Visitor Info : Unknown - Unknown Tuesday, 16 July 2019 10:36

Who Is Online

Guests : 104 guests online Members : No members online
Powered by CoalaWeb
Free business joomla templates