Gruppi di parola

Il progetto ha come finalità quella di offrire ai figli di separati uno spazio di ascolto e di parola.

Si tratta di un’esperienza di ASCOLTO di minori coinvolti nella separazione dei genitori.

Il "Gruppo di Parola", frutto di una lunga esperienza canadese, europea e poi fatta propria dall’Università Cattolica di Milano, è uno spazio strutturato in 4 incontri di 2 ore ciascuno con cadenza settimanale.

All’interno del gruppo il minore può dar voce alle sue paure, ai suoi pensieri e ai suoi desideri e reperire sotto la guida protettiva del conduttore e con l’aiuto del gruppo di pari (composto da 6 ad un massimo di 10 componenti), strategie possibili per gestire le relazioni all’interno del suo sistema familiare in cambiamento, delimitando cosa compete ai figli e cosa agli adulti coinvolti.

La condivisione tra bambini permette di far uscire il singolo bambino dall’isolamento e di “nominare” l’evento della separazione, che in questo modo viene decifrato e ridimensionato.

Al termine del percorso vengono invitati i genitori per la condivisione dei contenuti emersi attraverso la lettura della “lettera di gruppo”, che contiene tutti i pensieri, le emozioni, le domande che i bambini di quel gruppo desiderano esprimere (sempre in forma anonima) al gruppo dei genitori…
L’ASCOLTO del minore in questo modo può avviare dei cambiamenti anche sull’intero sistema famiglia.  

Da sottolineare che non si tratta di una psicoterapia rivolta a bambini affetti da disturbi o patologie, ma ad ogni bambino coinvolto nella separazione dei suoi genitori.

Le tematiche proposte nel gruppo sono numerose: il senso di colpa che spesso i figli provano di fronte alla separazione dei genitori, la fatica di relazionarsi con i genitori in conflitto, le famiglie ricostituite, la nuova posizione del figlio nella geografia familiare, cosa significa che i genitori non sono più coppia ma genitori per sempre, cosa si va a fare in tribunale, che ruolo hanno il giudice e gli avvocati …tutte frasi o parole che loro sentono, ma di cui molto spesso non capiscono il reale significato. E se i genitori pensano che i figli “siano rimasti fuori dal conflitto” o che non sappiano, è vero invece che questi recepiscono le vicende dei "grandi" e sostituiscono le informazioni reali, che il più delle volte non vengono fornite, con delle fantasie che li portano a pensare di essere loro stessi i responsabili della situazione che stanno vivendo.

Gli strumenti utilizzati sono vari (il disegno, il collage, i cartelloni, la lettura di un testo, i libri illustrati, i giochi di ruolo) ma, come suggerito dal nome dato a questa tipologia di gruppi, la parola è la risorsa principale: parola che si fa condivisa (nel confronto di gruppo), che rimane riservata (con la possibilità di esprimere dei contenuti ma inserendoli nella scatola dei segreti, così da comunicarli solo al conduttore) e parola che può rimanere ancora silenzio…carico di tutti i suoi significati.

La preoccupazione del conduttore è quella in primis di proteggere l’ascolto di ogni membro del gruppo e di sostenere ciascuno affinché riesca a “mettere parola” ai fatti che sta vivendo e alle emozioni che li accompagnano

In sintesi:

  • rivolti ai bambini tra i 6 e i 12 anni di età e adolescenti tra i 13 e i 16 anni.
  • 4 incontri pomeridiani di 2 ore ciascuno.
  • nella seconda ora del quarto incontro è prevista la partecipazione dei genitori per la conclusione del lavoro col gruppo dei bambini
  • 1 incontro finale individualizzato per dare l’opportunità ai genitori, individualmente o in coppia, di incontrare il conduttore del gruppo per uno scambio d’informazioni sui propri figli.

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