Benedetto da Rovezzano

Benedetto da Rovezzano, il cui vero nome era Benedetto Grazzini, nacque a Canapale nel 1474 e morì a Vallombrosa nel 1554 circa; è stato uno scultore e architetto italiano.

Ebbe il nome da Rovezzano perché abitò fin da piccolo nella borgata di Rovezzano.

Di questo artista sono rimaste molte opere, fra le quali un'urna in marmo, nella Chiesa di Santa Maria in Campo, in Via del Proconsolo a Firenze, nascosta dal gradino dell'altare, contenente le ceneri di San Giulio, che Urbano VIII nel 1643 regalò a Lorenzo Della Robbia, vescovo di Fiesole. Nel Palazzo del Podestà a Firenze, si trova un architrave originale della porta della Badia Fiorentina, con delfini, vasi di fiori e due stemmi della famiglia Pandolfini. Nella Badia Fiorentina c'è la cappella Pandolfini, costruita da Benedetto da Rovezzano e il Chiostro degli Aranci, restaurato dall'architetto Giuseppe Castellucci nel 1921.

benedetto3 Nel palazzo del Podestà ci sono anche due nicchie di marmo trasferite qui dal Palazzo Da Cepparello (XVI secolo). Queste nicchie facevano parte del monumento per San Giovanni Gualberto che Benedetto aveva cominciato e al quale aveva lavorato per dieci anni senza portarlo a termine; il resto delle formelle si trova oggi al Museo di San Salvi, danneggiate dai soldati durante l'assedio di Firenze. Inoltre qui si trova anche un camino in pietra che Benedetto eseguì per il palazzo Borgherini in Borgo Santi Apostoli.
Nella chiesa dei Santi Apostoli realizzò un'acquasantiera e il portale in marmo della facciata della chiesa. Un'altra opera di questo artista si trova nella Basilica di Santa Maria del Carmine di Firenze: una tomaba in marmo scolpita nel 1513 per Pier Soderini, ultimo Gonfaloniere della Repubblica fiorentina che morì esiliato a Roma nel 1522, sicché egli non venne mai sepolto nel monumento che si era fatto costruire ancora vivente. La parte inferiore del monumento e l'urna, semidistrutti da un incendio nel 1771, vennero rifatti a stucco nel 1780, come è segnalato in una lapide dentro la nicchia.
Nel chiostro della Chiesa di San Salvi ci sono tre bassorilievi in pietra serena, San Giovanni Gualberto adorato da due monaci; San Bernardo degli Uberti (santo ghibellino); San Michele Arcangelo e nel vicino museo si trova anche il sarcofago di San Giovanni Gualberto.

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